martedì 30 ottobre 2007

RADICALI ITALIANI: DAL 1° AL 4 NOVEMBRE IL VI CONGRESSO NAZIONALE, A PADOVA (PRESSO PADOVAFIERE)

In primo piano il bilancio della presenza dei radicali al Governo con il ministro Bonino, l’attualità politica della Rosa nel Pugno e gli scenari futuri, che saranno presi in esame - come spiega la Segretaria Nazionale di Radicali Italiani, Rita Bernardini - “anche in considerazione dell'attacco che non conosce precedenti alla nostra identità minacciata non solo dall'uso truffaldino del termine sinistra radicale, ma anche dalla cancellazione di ogni nostra presenza ormai divenuta sistematica da parte dei mass media”.
Centrale sarà anche la provocazione/proposta lanciata dal leader Marco Pannella a tutti i congressisti, cioè quella di - in prospettiva di un dopo Prodi e dunque della formazione di nuove maggioranze - "salvare la legislatura e dare priorità assoluta alle riforme economico-sociali, liberali, liberiste piuttosto che alle questioni laiche che da sempre ci vedono in prima fila”.


Il ricco dibattito congressuale si snoderà lungo percorsi tematici, che saranno affrontati da ben nove commissioni specifiche.
Alla luce della proposta di Marco Pannella assume un significato particolare il tema che sarà discusso dalla commissione PER LA RIFORMA RADICALE DELL’ECONOMIA, presieduta da Massimo Carraro. Infatti, a partire dal pacchetto di 50 proposte di riforma su economia e welfare, si parlerà del pareggio di bilancio come condizione di libertà e di come rientrare dal debito pubblico per non uscire dall’Europa; dell’innalzamento e dell’equiparazione dell’età pensionabile tra uomo e donna; di privatizzazioni e liberalizzazioni. Tra i relatori esterni, Pietro Marino – Presidente della Federazione Esercizi Farmaceutici.
La commissione LEGALIZZARE L’ITALIA, presieduta da Valter Vecellio, si occuperà invece di come combattere i furti di democrazia puntualmente perpetrati ai danni dei cittadini - come il mancato riconoscimento degli 8 senatori, di cui 4 della Rosa nel Pugno, regolarmente eletti – che sviliscono i principi di rappresentanza e sovranità popolare, oltre ad impedire un corretto e sereno governo del Paese, come dimostra l’attuale stato in cui versa l’esecutivo. Ma anche di come ovviare ai ripetuti furti di conoscenza e di denaro nell’anti-democrazia italiana, al fine di ripristinare le condizioni minime di legalità. Al centro del dibattito, inoltre, la proposta di una riforma anglosassone delle istituzioni.

Per un rientro dolce dell’umanità è l’obiettivo con cui la commissione QUANTI SIAMO E QUANTO CONSUMIAMO?, presieduta da Aldo Ravazzi, affronterà le tematiche legate ad energia, ambiente, territorio e demografia.
L’attuale dibattito politico sulla regolamentazione della comunicazione attraverso Internet rende particolarmente urgente il tema affidato alla commissione LIBERTA’ IN RETE, di cui sarà presidente l’europarlamentare Marco Cappato. Si discuterà infatti di creatività, dei diritti per la circolazione delle idee e delle nuove libertà digitali in genere, allo scopo di superare l'approccio proibizionista e repressivo che caratterizza le politiche nazionali in tema di diritto d'autore, basate su malintese letture punitive del concetto giuridico e della funzione economica del copyright.
Diritti umani, non violenza e gli altri argomenti transnazionali da sempre in primo piano nella politica radicale, saranno affrontati nella commissione PACE SUBITO? CON QUALI PACIFISTI DI OGGI?, che avrà per relatore l’onorevole Sergio D’Elia, deputato della Rosa nel Pugno.

Il professor Giuseppe Di Federico presiederà, invece, la commissione LEGALIZZARE LA GIUSTIZIA, che discuterà la riforma urgente di un sistema che produce arbitrio, impunità e condanne internazionali.

Il radicale storico Sergio Stanzani avrà il compito di presiedere la commissione IL PARTITO CHE NON C’E’ (ANCORA), in cui si parlerà del progetto di una nuova frontiera dell’organizzazione politica: il partito galassia dei 200.000/400.000 iscritti. A fare da relatore in assemblea plenaria un’altra figura storica del Partito Radicale, Gianfranco Spadaccia.

La commissione LAICITA’ E LIBERTA’ DI RICERCA: SCIENTIFICA E RELIGIOSA si avvarrà, tra gli altri, del contributo del filosofo cattolico Evandro Agazzi, ma anche di quello prezioso di Mina Welby, che porterà la testimonianza della sua personale esperienza. A presiedere Maria Antonietta Farina Coscioni, Presidente di Radicali Italiani.

La riforma del diritto di famiglia si conferma una delle principali battaglie radicali. Il percorso intrapreso nel 1975, con la storica legge n.151 del 19 maggio, si presenta infatti ancora lungo e pieno di ostacoli. Motivo per cui anche questo tema sarà affrontato da una commissione specifica, dal titolo IL MITO DELLA FAMIGLIA NATURALE, LA RIVOLUZIONE DELL’AMORE CIVILE. Tra i relatori anche Alessandro Zan, presidente veneto dell’Arcigay.

Inoltre, tra i temi previsti dall’ampio dibattito congressuale, non mancherà la lotta antiproibizionista ingaggiata contro i continui e sempre nuovi tentativi di limitare le libertà individuali. Mentre un posto d’onore sarà riservato alla proposta della moratoria universale delle esecuzioni capitali, fronte permanente della politica radicale nazionale e transnazionale. L’appuntamento di Padova, infatti, cade alla vigilia di un voto fondamentale sulla moratoria – atteso da 15 anni – che, insieme al dibattito su Iraq Libero e alla proposta di Israele e Turchia nella UE, indica la strada della politica estera verso il rilancio di un nuovo grande Satyagraha mondiale per la pace in Medio Oriente.

Giovedì 1° novembre il Congresso si aprirà alle h.16.30 con le relazioni della Segretaria Nazionale Rita Bernardini e della Tesoriera Elisabetta Zamparutti.
Molto attesi anche gli interventi del ministro per le Politiche Europee e del Commercio Internazionale Emma Bonino - da cui sarà possibile ascoltare il bilancio dei 18 mesi che hanno visto i radicali al governo per la prima volta nella loro storia – e del leader Marco Pannella.
Oltre alle già citate personalità, radicali e non, è prevista la partecipazione dei deputati radicali della Rosa nel Pugno Marco Beltrandi, Bruno Mellano, Donatella Poretti, Maurizio Turco e di tutti i dirigenti di Radicali Italiani appartenenti al Comitato Nazionale, alla Direzione e alla giunta esecutiva.

Il VI Congresso di Radicali Italiani è aperto a tutti. Intende essere uno spazio libero ed inclusivo di discussione, quindi non solo il diritto di voto è esteso a tutti gli iscritti - come da statuto - ma inoltre i lavori saranno accessibili a chiunque voglia prendere parte a un così importante momento di confronto su temi e problemi fondamentali della politica italiana e internazionale, ma anche della vita di ogni cittadino e individuo.

Ordine dei lavori:

giovedì 1 novembre 2007
dalle 14.30 alle 16.00 registrazione dei congressisti
16.00 apertura dei lavori
insediamento della presidenza
approvazione del regolamento del Congresso
approvazione dell'ordine dei lavori
saluti di apertura
relazione della Segretaria Rita Bernardini
relazione della Tesoriera, Elisabetta Zamparutti
insediamento delle Commissioni (v. nota)
19.45 – 21.30 pausa dei lavori (cena)
21.30 – 23.30 – lavori delle Commissioni

venerdì 2 novembre 2007
9.00 – 11.30 lavori delle Commissioni
11.30 inizio raccolta iscrizioni a parlare per il Dibattito generale
relazioni delle Commissioni
interventi e saluti di ospiti
13.30 – 15.00 pausa dei lavori (pranzo)
15.00 inizio Dibattito generale
a seguire, relazione Revisori dei conti e dibattito e voto sul bilancio -
19.45 – 21.30 pausa dei lavori (cena)
21.30 – 23.30 seguito Dibattito generale

sabato 3 novembre 2007
9.00 – 13.30 seguito Dibattito generale
13.30 – 15.00 pausa dei lavori (pranzo)
15.00 – ripresa Dibattito generale
19.45 – 21.30 pausa dei lavori (cena)
21.30 – 23.30 seguito Dibattito generale

domenica 4 novembre 2007
9.00 segue Dibattito generale, repliche segretaria e tesoriera, dibattito e votazioni su mozioni, elezione degli organi.

GLI EMENDAMENTI SOCIALISTI ALLA LEGGE FINANZIARIA 2007

IMPRESA, LAVORO, WELFARE E COSTI DELLA POLITICA

GLI EMENDAMENTI SOCIALISTI ALLA LEGGE FINANZIARIA 2007

UN SISTEMA POCO COMPETITIVO, UN CARICO FISCALE CHE PENALIZZA I REDDITI DA LAVORO, UN MODELLO DI WELFARE CHE NON CONIUGA SICUREZZA E FLESSIBILITÀ, UN’AREA DI INTERMEDIAZIONE POLITICA TROPPO AMPIA.

SONO QUESTI I NODI CHE BLOCCANO LO SVILUPPO DELL’ECONOMIA E DELLA SOCIETÀ ITALIANE.

SI TRATTA DI VERI E PROPRI VINCOLI ALLA CRESCITA, ALLA CUI RIMOZIONE PUÒ CONTRIBUIRE UNA DIVERSA CALIBRATURA DELLA MANOVRA DI BILANCIO, SECONDO LE PROPOSTE AVANZATE DAL GRUPPO SOCIALISTA CON GLI EMENDAMENTI AL D.D.L. FINANZIARIA PER L’ANNO 2008.

1. LA FISCALITA’ DI IMPRESA
“DALLA REDISTRIBUZIONE ALLA PREMIALITÀ”
EMENDAMENTI ALL’ART. 3
(Razionalizzazione della disciplina in materia di Ires e Iva)

PER RENDERE PIÙ COMPETITIVO IL SISTEMA ECONOMICO, IL FISCO PUÒ COSTRUIRE UN AMBIENTE DI VANTAGGIO INTORNO ALLE IMPRESE IMPEGNATE A COMPIERE UN “SALTO DI CRESCITA” (PER INVESTIMENTO, PER RICERCA IN NUOVI PRODOTTI, PER FUSIONE, PER RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE, PER FORMA GIURIDICA ETC.)

STANTI LE DEBOLEZZE STRUTTURALI DEL SISTEMA PRODUTTIVO ITALIANO, LE IMPRESE CHE OPERANO “SALTI DI CRESCITA” SONO INFATTI PORTATRICI DI ESTERNALITÀ POSITIVE, CHE POSSONO TROVARE RICONOSCIMENTO IN UN SISTEMA FISCALE CHE AFFIANCHI AL PRELIEVO ORDINARIO UN PRELIEVO AGEVOLATO, ATTO A PREMIARE PERCORSI AZIENDALI MERITORI.

SIFFATTO SISTEMA DI PREMIALITA’ DEVE ESSERE IMPOSTATO IN CHIAVE DINAMICA, DEVE CIOÈ AGEVOLARE LE IMPRESE CHE COMPIANO SCELTE NON INERZIALI, CON L’ESPLICITO INTENTO DI MODIFICARE, ANCHE RADICALMENTE, LA PROPRIA CONFIGURAZIONE DI MERCATO.

IL DISPOSTO DELL’ART.3 DEL DISEGNO DI LEGGE FINANZIARIA PER IL 2007 NON VA IN QUESTA DIREZIONE. SI PROPONE UN ABBASSAMENTO GENERALIZZATO DELLE ALIQUOTE IRES (DAL 33 AL 27,5%), MA A FRONTE DI UN ALLARGAMENTO DELLA BASE IMPONIBILE (NON DEDUCIBILITÀ DEGLI INTERESSI PASSIVI, MODIFICA DEI REGIMI DI DEDUCIBILITÀ PER LEASING E AMMORTAMENTI). L’OPERAZIONE E’ VINCOLATA DALL’ESIGENZA DI NON INCIDERE SUL GETTITO ASSICURATO DALL’IMPOSTA, PER GARANTIRNE LA NAUTRALITÀ IN TERMINI DI SALDO NETTO DA FINANZIARE.

L’INTERVENTO SULL’IRES E’ DUNQUE PORTATORE DI CONSISTENTI EFFETTI REDISTRIBUTIVI: CIÒ CHE ALCUNE IMPRESE GUADAGNERANNO PER L’ABBASSAMENTO DELLE ALIQUOTE, DOVRÀ ESSERE ESATTAMENTE COMPENSATO DA QUANTO ALTRE IMPRESE PERDERANNO A CAUSA DELL’AMPLIAMENTO DELLA BASE IMPONIBILE.

IL NUOVO SISTEMA PORTERÀ VANTAGGIO ALLE IMPRESE PIÙ GRANDI, PIÙ PROFITTEVOLI, PIÙ PATRIMONIALIZZATE; INCIDERÀ IN SENSO OPPOSTO SULLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE CHE PIÙ FANNO RICORSO AL CREDITO, SULLE IMPRESE MERIDIONALI CHE PAGANO UN COSPICUO DIFFERENZIALE SUGLI INTERESSI BANCARI, SULLE IMPRESE DI NUOVA COSTITUZIONE CHE HANNO NECESSARIAMENTE UN MARGINE OPERATIVO BASSO SE NON NULLO DEL TUTTO.

MA UN SISTEMA PREMIALE NON SI COSTRUISCE PENALIZZANDO MONETARIAMENTE LE IMPRESE PIÙ DEBOLI, CHE DEVONO ESSERE AIUTATE A CRESCERE, NON COSTRETTE AD ABBANDONARE L’ATTIVITÀ PER L’IMPORVVISO AUMENTO DEL CARICO FISCALE. IL RISCHIO CONCRETO E’ DI INDURRE UN ULTERIORE DIMAGRIMENTO DELLA BASE PRODUTTIVA.

GLI INTERVENTI PROPOSTI VOGLIONO SCONGIURARE QUESTO RISCHIO E INTENDONO IMPRONTARE IL PRELIEVO SULLE IMPRESE A CRITERI DI PREMIALITÀ ORDINARIA, SECONDO IL SUGGERIMENTO FORNITO DALLA COMMISSIONE BIASCO.

LE SCELTE DI IMPRESA CHE PER IL LORO EFFETTO SISTEMICO REALIZZANO UN INTERESSE PUBBLICO SONO QUELLE CHE PORTANO A CRESCERE DI DIMENSIONI, A RAFFORZARE L’INVESTIMENTO “TECNOLOGICO”, A CONGIUNGERSI CON IL MONDO DELLA RICERCA, AD APRIRSI AL MERCATO DEI CAPITALI.

PER FAVORIRE QUESTE SCELTE, GLI EMENDAMENTI DEL GRUPPO SOCIALISTA PROPONGONO:

• DI CONSERVARE LA POSSIBILITÀ DI ANTICIPARE I TEMPI DELL’AMMORTAMENTO IN R&S;
• DI ADEGUARE I COEFFICIENTI DI AMMORTAMENTO AMMESSI ALLA DEDUCIBILITÀ FISCALE IN RAGIONE DELLA PIÙ RAPIDA OBSOLESCENZA DEI BENI STRUMENTALI CHE INCORPORANO PROGRESSO TECNOLOGICO;
• DI ELIMINARE IL LIMITE QUANTITATIVO DI 250 MILA EURO ALLA FRUIBILITÀ DEL CREDITO DI IMPOSTA;
• DI RICONOSCERE UN CREDITO DI IMPOSTA PARI AL 50% IN CASO DI SPESE SOSTENUTE PER AVVIARE PROGETTI DI RICERCA IN COMUNE, ATTRAVERSO FORME CONSORTILI.

AL CONTEMPO, PER RENDERE PIÙ EQUILBRATO L’IMPATTO REDISTRIBUTIVO DELLA RIFORMA IRES, DUNQUE PER ATTENUARE L’IMPATTO NEGATIVO DELL’AMPLIANTO DELLA BASE IMPONIBILE SULLE IMPRESE DI PICCOLA E MEDIA DIMENSIONE, SI PROPONE:

• DI ELEVARE AL 50% DEL MARGINE OPERATIVO LORDO IL LIMITE DI INDEDUCIBILITÀ DEGLI INTERESSI PASSIVI, BLOCCANDO AL CONTEMPO AL 28,5% L’ABBASSAMENTO DELL’ALIQUOTA LEGALE;
• DI SCOMPUTARE ESPLICITAMENTE L’ONERE PER INTERESSI IN CUI LE IMPRESE INCORRONO A CAUSA DEI RITARDI DI PAGAMENTO DELLA PA.

2. L’IMPOSIZIONE SULLE PERSONE FISICHE
“PREMIARE IL LAVORO”
EMENDAMENTI ALL’ART. 2
(riduzione della pressione fiscale)

IL PRELIEVO SUI REDDITI DA LAVORO RAGGIUNGE IN ITALIA LIVELLI ALTROVE SCONOSCIUTI. SECONDO LE STIME DELLA COMMISSIOINE EUROPEA, IL TASSO DI PRELIEVO IMPLICITO SUL FATTORE LAVORO È PARI IN ITALIA AL 43,1%, SETTE PUNTI IN PIÙ DELLA MEDIA COMUNITARIA. DI CONTRO, IL TASSO DI PRELIEVO IMPLICITO SUI REDDITI DA CAPITALE È IN ITALIA INFERIRE DI 2,5 PUNTI RISPETTO ALLA MEDIA EUROPEA.

LA SPEREQUAZIONE DEL CARICO FISCALE SI ACCOMPAGNA A UN FORTE RIDIMENSIONAMENTO DELLA QUOTA DEL LAVORO NELLA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO E A UNA PROTRATTA DEBOLEZZA DEI CONSUMI DELLE FAMIGLIE. UN INTERVENTO SU QUESTA SITUAZIONE RISPONDE QUINDI SIA A CRITERI DI EQUITÀ, SIA ALLE ESIGENZE DI RILANCIO DELLA DOMNDA INTERNA.

NEL DISEGNO DI LEGGE FINANZIARIA, LE MISURE A FAVORE DELLE FAMIGLIE SONO CONCENTRATE SULLE RENDITE DI TIPO PATRIMONIALE, IN PARTICOLARE CON L’AUMENTO DELLE DETRAZIONI ICI. LASCIANDO QUINDI INALTERATE LE DINAMICHE DEI REDDITI DA LAVORO E INCORRENDO NEL RISCHIO DI UN CONFLITTO CON GLI ENTI LOCALI. QUESTI ULTIMI SONO GIÀ STATI AUTORIZZATI AD ELEVARE GLI ESTIMI CATASTALI, FATTO CHE POTREBBE DI FATTO VANIFICARE I GUADAGNI DI REDDITO DERIVANTI DALLE MAGGIORI DETRAZIONI PER L’ICI.

I SOCIALISTI PROPONGONO DI RIDEFINIRE LA MANOVRA PER LE PERSONE FISICHE INCENTRANDO LE MISURE SUI REDDITI DA LAVORO E AVVIANDO UN’ESPLICITA POLITICA DI RIEQUILIBRIO DEL CARICO FISCALE.

UNA DIVERSA MODALITÀ DI TASSAZIONE DELLE RENDITE FINANZIARIE È PARTE INTEGRANTE DI QUESTA IMPOSTAZIONE. CHE POGGIA, AL CONTEMPO, SU UNA DIMINUZIONE DEL PRELIEVO SUI DEPOSITI BANCARI. AUMENTARE L’ALIQUOTA SUI REDDITI DA CAPITALE E RIDURRE QUELLA SUI DEPOSITI SIGNIFICA,D’ALTRONDE, DIROTTARE MAGGIORI RISORSE VERSO LE FAMIGLIE. QUESTE ULTIME DETENGONO INFATTI OLTRE IL 41% DEL TOTALE DEI DEPOSITI BANCARI, MENTRE IL 73% DEI TITOLI È IN AMNO A SOCIETÀ E A INVESTITORI ESTERI. L’INTERVENTO A FAVORE DELLE FAMIGLIE DEVE ESSERE INOLTRE TESO A PREMIARE I REDDITI DA LAVORO, NON LA RENDITA DA PROPRIETÀ.

COERENTEMENTE CON QUESTA IMPOSTAZIONE, GLI EMENDAMENTI PRESENTATI PREVEDONO:
• L’INNALZAMENTO AL 20% DELL’ALIQUOTA DI PRELIEVO SUI REDDITI DA CAPITALE, LIMITATAMENTE AI TITOLI EMESSI A PARTIRE DAL 1° GENNAIO DEL 2008;
• LA RIDUZIONE DAL 27 AL 20% DELL’ALIQUOTA DI PRELIEVO SUI DEPOSITI BANCARI;
• LA RINUNCIA ALLE MISURE DI RIDUZIONE DELL’ICI;
• UN AUMENTO DEL 50% DELLE DETRAZIONI IRPEF SUL LAVORO DIPENDENTE, PER UN AMMONTARE COMPLESSIVO DI 1,6 MILIARDI DI EURO.

3. IL MODELLO DI WELFARE
“ESTENDERE LE TUTELE, SICUREZZA E FLESSIBILITÀ”

IL CONFRONTO COL RESTO D’EUROPA MOSTRA COME SIA URGENTE, IN ITALIA, ESTENDERE GLI ISTITUTI DEL WELFARE AI SOGGETTI COINVOLTI NEI NUOVI PROCESSI DI FLESSIBILITÀ DELL’ECONOMIA. UNA RIFORMA DEL SISTEMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI E’ IL PRIMO PASSO IN QUESTA DIREZIONE. A CONDIZIONE CHE LE INDENNITÀ PREVISTE SIANO DI TIPO GENERALE E AUTOMATICO, SUBORDINATE SOLO ALLA PARTECIPAZIONE DA PARTE DEL LAVORATORE A PROGRAMMI DI REIMPIEGO E FORMAZIONE. PER EVITARE CHE L’INCORRERE IN TEMPORANEE DIFFICOLTÀ DI OCCUPAZIONE DETERMINI UNA PERSISTENTE ESPULSIONE DAL
MERCATO DEL LAVORO.

UN SECONDO PASSO È COSTITUITO DALLA DEFINIZIONE DI NUOVI ISTITUTI DU TUTELA, ESPLICITAMENTE INDIRIZZATI AI MOLTI SOGGETTI CHE, PRIVI DI PROTEZIONE, SOPPORTANO I COSTI DELLA FLESSIBILIZZAZIONE.
IL D.D.L. FINANZIARIA, NON AFFRONTA QUESTE PROBLEMATICHE, SE NON IN RIFERIMENTO A SPECIFICI CASI, RIMANENDO IN “ATTESA DELAL RIFORMA DEGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI”.

QUESTA POSIZIONE DI ATTESA È MOTIVATA DALLA POCA DISPONIBILITÀ DI RISORSE, CHE IMPEDISCE DI AFFRONATRE UNA RIFORMA SU VASTA SCALA.

IN UN’OTTICA MIRATA A COSTRUIRE UN’ORGANIZZAZIONE PLURIENANLE DELLE RISORSE, DA DESTINARE APPUNTO AD AMPI PROGRAMMI DI RIFORMA, IL GRUPPO SOCIALISTA PROPONE INVECE DI AVVIARE UN PRIMO ALLARGAMENTO DELLE TUTELE DEL LAVORO GIÀ CON IL PRESENTE DISEGNO DI LEGGE FINANZIARIA.

GLI EMENDAMENTI PROPOSTI A TAL FINE CONTEMPLANO:

• IL COLLEGAMENTO OBBLIGATORIO FRA LA CONCESSIONE DI AMMORTIZZATORI SOCIALI DI OGNI GENERE E LA PARTECIPAZIONE A PIANI DI REINSERIMENTO AL LAVORO O A PROGRAMMI DI RIQUALIFICAZIONE PROFESSIONALE;
• LA RIASSEGNAZIONE DELLE RISORSE NON SPESE DALLE REGIONI PER LE POLITICHE ATTIVE NEL PERIODO 2000-2006 A PIANI DI POLITICA ATTIVA PER DISOCCUPATI E COLLABORATORI A PROGETTO E CO.CO.CO ATTUALMENTE PRIVI DI TUTELE;
• L’INTRODUZIONE DI UNA SPECIFICA INDENNITÀ DI REIMPIEGO PER I LAVORTAORI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA INPS PER COLLABORATORI COORDINATI E AI TITOLARI DI CONTRATTI A PROGETTO.
• L’AUMENTO, A TAL FINE, DELL’ALIQUOTA CONTRIBUTIVA DEI LAVORATORI A GESTIONE SEPARATA PRIVI DI ALTRE COPERTURE PREVIDENZIALI.

4. I COSTI DELLA POLITICA
“RIDURRE L’AREA DELL’INTERMEDIAZIONE”
EMENDAMENTI AGLI ARTT. 82 E 85
(soppressione e razionalizzazione degli enti pubblici statali; riduzione dei componenti degli organi societari delle società in mano pubblica)

L’ABBASSAMENTO DEL SAGGIO DI SVILUPPO DELL’ECONOMIA ITALIANA E I MANCATI PROGRESSI IN TERMINI DI MOBILITÀ SOCIALE SONO STATI ACCOMPAGNATI DA UN CONTINUO ALLARGAMENTO DELLA SFERA DI INTERMEDIAZIONE POLITICA. LA MOLTIPLICAZIOEN DEL NUMERO DI SOGGETTI CHE SI FRAPPIONE FRA IL CITTADINO E LA P.A. È ANDATA DI PARI PASSO CON LA DIMINUZIONE DELLA SPINTA PROGETTUALE CHE ISPIRA LA NOSTRA POLITICA ECONOMICA.

LA SFERA POLITICA SI CONNOTA OGGI COME NUOVO SETTORE DI ATTIVITÀ ECONOMICA, CHE TROVA AL SUO STESSO INTERNO LE RAGIONI PER PROMUOVERE LA PROPRIA ESPANSIONE.

LA LEGGE FINANZIARIA COSTRUISCE I PRIMI ARGINI CONTRO QUESTA DEGENERAZIONE: CONTENENDO LE DIMENSIONI DELLA RAPPRESENTANZA, INCIDENDO SULLE DUPLICAZIONI DI COSTO PROLIFERATE NELLE MORE DEL FEDERALISMO; RENDENDO MENO LASCHI I CRITERI PER LA COSTITUZIONE DI ALCUNI ENTI AMMINISTRATIVI, COME LE COMUNITÀ MONTANE.

IL GRUPPO SOCIALISTA APPOGGIA CON CONVINZIONE QUESTE MISURE, PROPONENDONE ANZI UN’ATTUAZIONE PIÙ RADICALE. LE MOTIVAZIONI A FAVORE DI UNA GRADUALITÀ DELL’INTERVENTO NON TROVANO INFATTI RAGION D’ESSERE NELLE MISURE ATTE A RIDURRE L’INTERMEDIAZIONE POLITICA. AL CONTRARIO, QUESTA VA RIDIMENSIONATA TANTO PIÙ RAPIDAMENTE, QUANTO MAGGIORE È L’ONERE CHE VIENE SCARICATO SUL NORMALE SVOLGIMENTO DELLE DINAMICHE ECONOMICHE E SOCIALI.

PER PERSEGUIRE TALE OBIETTIVO, GLI EMENDAMENTI PRESENTATI DAL GRUPPO SOCIALISTA PROPONGONO:

• DI ALLARGARE, RENDENDOLO PIÙ COMPLETO, L’ELENCO DEGLI ENTI PUBBLICI DA SOTTOPORRE ALLE PROCEDURE DI RAZIONALIZZAZIONE;
• DI ANTICIPARE LO SCIOGLIMENTO DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE DELLE SOCIETÀ PUBBLICHE INDICATE DAL D.D.L. FINANZIARIA, RENDENDOLO CONSTESTUALE ALL’APPROVAZIONE DELLO STESSO DA PARTE DEL PARLAMENTO;
• DI STABILIRE UN LIMITE MASSIMO AGLI EMOLUMENTI DEI COMPONENTI DEI CONSIGLI DI AMMINISTRAZIONE DEGLI ENTI PUBBLICI.

venerdì 19 ottobre 2007

Il liberismo è di sinistra

Presentazione del libro di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi Interviene, con gli autori, Michele Salvati (Professore ordinario di Economia Politica, Università Statale di Milano).

Il Professor Sartori e il sistema elettorale tedesco.

Il Professor Sartori e il sistema elettorale tedesco. Nicola Del Vecchio
Finalmente! Dopo anni di critiche (giuste) ai vari sistemi elettorali che si sono succeduti dopo la fine della cosiddetta Prima Repubblica, Giovanni Sartori sul Corriere della Sera di ieri si esprime a favore del sistema proporzionale, prendendo di mira una dichiarazione del vice di Veltroni, Dario Franceschini, che sostiene sia giusto dare all’elettore la libertà di scegliere la coalizione e il premier di governo. E’ evidente che l’uso della parola libertà è improprio. Come sottolinea giustamente Sartori, un elettore che si riconosce nel centro-sinistra ma che è favorevole a una più radicale riforma delle pensioni, per dare un avvenire più sicuro ai giovani di oggi; che non considera la legge Biagi come causa della precarietà in Italia e che riconosce come vitale la necessità di ridurre il debito pubblico con più severità di quanto è stato fatto, non può riconoscersi in Prodi, anche se l’ha votato. Questo elettore, quindi, che si vuole libero di scegliere, ha davanti a se due sole alternative: o turarsi il naso e votare centro-destra o votare centro-sinistra e maledire il giorno in cui è andato a votare. Il motivo di tale dramma esistenziale risiede nel fatto che non ci sono in Italia, da 15 anni a questa parte, coalizioni omogenee in grado di governare l’Italia, nel bene e nel male. Certo, Veltroni potrebbe rispondere che con il partito democratico, nato per semplificare il quadro politico, a forte vocazione maggioritaria, questi problemi non ci saranno più. E i tre milioni e passa di cittadini che sono andati a votare domenica e che hanno riposto in lui la stragrande maggioranza dei consensi, questo si augurano. Ma questo partito dovrà prima passare al vaglio di una consultazione vera, quella che riguarda tutti i cittadini; e le previsioni fin qui non sono rosee per il PD, che è dato stabilmente sotto il 30%. Ma poi, occorre farsi anche un’altra domanda: quale sarà la politica del PD? Quella di rompere con la sinistra radicale? Non credo. E allora come si conciliano certe aperture di Veltroni verso il centro dello schieramento? I problemi restano tutti, come prima. Ma per la classe dirigente in parte nuova del PD, oltre a quella consolidata del centro-destra, il cui asse è composto dal duo Berlusconi-Fini, vi è una polizza anti-infortuni cui aggrapparsi: il permanere appunto, di un sistema di voto che permetta al cittadini di scegliere tra due coalizioni: le loro. Con buona pace della libertà, della democrazia, e della chiarezza dei programmi.

Nicola Del Vecchio

martedì 9 ottobre 2007

PARTITO SOCIALISTA

domenica 7 ottobre 2007

PARTITO SOCIALSITA

lunedì 1 ottobre 2007

conferneza stampa + costituente socialista fvg



CONFERENZA STAMPA
COSTITUENTE SOCIALISTA in FVG
Lunedì 8 OTTOBRE
ORE 12.30
PORDENONE
Segue
DOTT. GIOVANNI LEGHISSA (FILOSOFO)
“Per un socialismo: europeo, laico e liberale”

CONFERENZA STAMPA
COSTITUENTE SOCIALISTA in FVG
Martedì 9 OTTOBRE
ORE 12.00
TRIESTE
Segue
DOTT. FRANCESCO BILOTTA (GIURISTA)
“Laicità e diritti individuali”

CONFERENZA STAMPA
COSTITUENTE SOCIALISTA in FVG
Mercoledì 10 OTTOBRE
RIVA BARTOLINI, 18 (I Paino) - UDINE
Ore 12.00
Segue
PROF. MARIO GREGORI (ECONOMISTA)
“Oltre il neo-liberismo”

CONFERENZA STAMPA
COSTITUENTE SOCIALISTA in FVG
Giovedì 11 OTTOBRE
ORE 12.00
GORIZIA
Segue
DAMIANO CANTONE E LISA PIZZIGHELLA
“Per un socialismo: europeo, laico e liberale”

COSTITUENTE SOCIALISTA - VENERDÌ 12 OTTOBRE ORE 18.00

PRESSO LA SALA CONVEGNI
DELLA CAMERA DI COMMERCIO 
DI UDINE
PIAZZA VENERIO, 7/8 (1° Piano)

10 ragioni per cambiare l'Italia

10 ragioni per cambiare l'Italia

1
Istituzioni più snelle, efficaci, capaci di evolversi e controllabili dal cittadino
Obiettivo è ammodernare il sistema istituzionale per ridurre gli sprechi, renderlo più funzionale, più rapido nelle decisioni operative, più coinvolgente nei meccanismi elettivi, più vicino alle varie esigenze del Paese e dei cittadini. Superamento del bicameralismo perfetto e sostituzione del Senato con la Camera delle Regioni; riduzione del numero dei parlamentari; eliminazione delle province; comparazione internazionale e nazionale dei costi di ciascuna istituzione; caratteristiche rigorose per le comunità montane; contenimento di stipendi e privilegi per eletti e titolari di cariche pubbliche; definizione di precisi criteri per le retribuzioni, complessive e singole, della burocrazia pubblica, specie se apicali; incisiva legge contro il conflitto di interessi per gli incarichi di governo nazionale o locale e per evitare attività private dei dipendenti pubblici di ogni funzione; nuovi meccanismi di finanziamento dei partiti e dei servizi pubblici istituzionali, improntati a trasparenza e misura, che agevolino l’accesso alla partecipazione politica ad ogni livello; revisione del sistema elettorale reintroducendo il voto di preferenza oppure regolando l’istituto delle primarie, rendendolo obbligatorio.

2
Una migliore qualità della macchina pubblica
Obiettivo è una radicale riforma della Pubblica Amministrazione nel senso dell’efficienza e del merito, per abbattere privilegi, burocratismo, fenomeni parassitari e ridare allo Stato un ruolo di affidabilità nei servizi. Definizione nella Pubblica Amministrazione di specifici obiettivi predefiniti, cui vincolare le promozioni e le rimozioni di tutti i livelli dirigenziali; istituire un sistema di valutazione effettiva e costante dei risultati di ciascun comparto e, all'interno del comparto, di ogni singolo dipendente; far conoscere ai cittadini i dati degli obiettivi e del funzionamento dei diversi rami della Pubblica Amministrazione, richiedendo al riguardo il loro giudizio; abolizione dei concorsi pubblici e introduzione delle assunzioni a colloquio; abolizione degli scatti automatici di anzianità; introduzione della possibilità di licenziamento dei dipendenti pubblici; ricorso a consulenze e appalti esterni solo quando è comprovata l’impossibilità di svolgere i medesimi compiti con le risorse di cui già dispone l’apparato pubblico; adozione per le reti informatiche della Amministrazione Pubblica di programmi liberi (i cosiddetti Open Source).

3
Riforma della giustizia nel segno della legalità, della garanzia del diritto e della sicurezza
Obiettivo è quello di accelerare i tempi dei processi, garantire la certezza della pena, snellire le procedure civili, migliorare il sistema carcerario, per ridare al Paese una giustizia funzionante. Drastica riduzione della durata dei processi, definendo puntualmente l’ammissibilità dell’appello di merito e dotando il sistema delle strutture indispensabili; netta separazione dei percorsi professionali tra magistratura inquirente e giudicante; aumento del numero dei magistrati, richiamando alle funzioni loro proprie gran parte di coloro altrimenti impiegati; dotare i magistrati di ausiliari giuridicamente qualificati, come avvocati e ricercatori universitari; maggior utilizzo dei magistrati onorari per lo smaltimento delle cause civili; applicare rigorosamente le norme contro le liti temerarie e introdurre sanzioni per i comportamenti dilatori; argine agli abusi mediatici e allo sfondamento delle competenze territoriali; reintroduzione del reato di falso in bilancio definendone con precisione le fattispecie per un’azione d’ufficio della magistratura; norme per un’esecuzione effettiva delle pene irrogate, che sono in sé il reale percorso di riabilitazione; istituzione di figure con competenze manageriali coadiuvanti la direzione dei tribunali; depenalizzazione dei reati minori; piano di costruzione di nuove carceri, dotate anche di reparti separati per i casi di ricorso alla detenzione preventiva, che deve comunque restare un provvedimento a carattere eccezionale.

4
Disponibilità energetica diversificata (nucleare e rinnovabili) per rispettare l’ambiente e ridurre la dipendenza dall’estero
Obiettivo è la programmazione di una politica energetica che dimezzi le forniture dai Paesi esteri entro il 2020, investendo nelle fonti pulite, per un abbassamento strutturale del costo dell’energia e per rispettare i parametri di salvaguardia ambientale. Realizzazione di nuove centrali nucleari di quarta generazione per avviare un riequilibrio decisivo del fabbisogno energetico nazionale rispetto all’attuale utilizzo dominante del petrolio e del gas; accelerare la fase di messa in opera di centrali di solare termodinamico inventate da Rubbia, che consentono accumulo ed erogazione termica lungo le 24 ore; deburocratizzare le norme esistenti per il fotovoltaico civile per renderlo accessibile, in termini economici e procedurali, dalle singole realtà urbane; varare una legislazione nazionale perché tutte le nuove costruzioni adottino sistemi di risparmio energetico attivo e passivo; investire nelle biomasse attraverso il riciclo dei rifiuti urbani e sfruttando la porzione di terreno agricolo incolto per la produzione di bioetanolo; riduzione delle importazioni di petrolio e diversificazione delle forniture di gas.

5
Liberalizzare la cornice normativa di imprese e lavoro, anche a garanzia della funzione pubblica delle grandi infrastrutture
Obiettivo è rilanciare concorrenza e sviluppo senza privilegi di settore, ampliare le opportunità di lavoro, sostenere la mobilità, tutelare l’utilità pubblica delle reti infrastrutturali, nel quadro di regole chiare contro monopoli e posizioni dominanti. Norme e regolamenti pubblici che aprano la strada ai mercati tracciandone la cornice, e non dettandone gli indirizzi e sostituendone l'iniziativa con gli interventi di Stato; norme e regolamenti pubblici che attivino la mobilità sociale per stimolare l'utilizzo delle energie umane potenziali, moltiplicare le opportunità e sfuggire al precariato; separazione della proprietà e della gestione delle grandi reti infrastrutturali, inquadrata in un sistema di controlli e di contendibilità diffusi, garantiti soprattutto dalla supervisione di forti Autorità Indipendenti che diano norme generali e regolino i prezzi nei vari ambiti lasciando ampi spazi all'inventiva dell'operatore; apertura immediata delle nuove imprese; licenziamento libero, connesso ad una consistente tassazione per sostenere la mobilità del lavoratore; sistemi di collocamento collegati in rete su tutto il territorio nazionale, per facilitare l’incontro domanda-offerta di lavoratori; sensibili sgravi fiscali sulle assunzioni; ammortizzatori sociali (con indennità di disoccupazione parzialmente finanziata con la tassa sul licenziamento libero) connessi al seguire corsi di formazione professionale e all’accettare nuove offerte di lavoro; riqualificazione delle competenze degli ordini professionali in chiave non corporativa; destinare una parte più ampia possibile delle frequenze, che la Difesa ha liberato, all’utilizzo della tecnologia WiMax per garantire a tutti i cittadini l’accesso a basso costo ai sistemi di comunicazione avanzata; ripensamento profondo della funzione di un servizio pubblico radiotelevisivo, che punti sulla qualità e sul ruolo educativo, sottraendosi alla logica delle tv commerciali a spese dei contribuenti.

6
Immigrazione, un’opportunità da cogliere in un quadro di diritto e di equilibrio sociale
Obiettivo è cogliere l’opportunità dell’immigrazione valorizzandone gli apporti nella legalità, nella sicurezza e nella convivenza delle culture. Istituzione di centri di formazione italiani in terra straniera per aspiranti immigrati; adeguamento dei flussi migratori all’effettiva domanda interna; facilitazione della ricerca di lavoro degli extracomunitari attraverso un visto non “turistico” di più lunga durata ed uno specifico settore della rete informatica dedicato che favorisca l’incrocio domanda-offerta; snellimento delle pratiche per il rilascio del permesso di soggiorno; fermo rispetto dei principi costituzionali del nostro Stato con le relative regole di convivenza e di diritti individuali; concessione del diritto di voto alle elezioni amministrative dopo quattro anni di soggiorno continuato e regolare in quell’ambito amministrativo; riduzione da dieci a otto anni del tempo necessario ad acquisire la cittadinanza italiana; assenso alla costruzione con risorse private di luoghi di culto come spazio di libero incontro di persone libere di vivere la propria religiosità; forme di coinvolgimento consultivo di rappresentanti degli islamici residenti in Italia appositamente scelti da loro e da loro associazioni, senza che vi sia privilegio per le sedicenti autorità religiose che si interpongono tra gli immigrati e i loro diritti di cittadinanza; espulsione immediata per clandestini ed irregolari ed extracomunitari coinvolti in attività criminali o lesive della pubblica sicurezza; riflessione sulle prospettive di agevolare il rientro volontario degli immigrati regolari nei paesi di origine.

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Scuola, università di eccellenza e rilancio della ricerca
Obiettivo è potenziare la qualità della formazione individuale a tutti i livelli, rendere competitive le nostre università e rilanciare la ricerca scientifica e tecnologica.
Scuola: rivalutazione del ruolo dell’istruzione pubblica come luogo di interrelazione di classi sociali e di culture, per meglio corrispondere al crescente bisogno di spirito critico e di conoscenza puntando sulla qualità delle infrastrutture, la competenza e l’aggiornamento del corpo docente; istituzione di agenzie di valutazione sull’operato degli insegnanti, sul modello nordeuropeo, con possibilità di licenziamento nei casi di gravi inadempienze; aggiornamento delle discipline e valorizzazione dell’educazione civica; ampliamento dello spettro delle scuole superiori e ammodernamento delle discipline liceali; sostituzione dell’ora di religione con storia delle religioni.
Università: finanziamento crescente degli atenei con le tasse universitarie degli studenti, alleviando il sostegno pubblico; garantire l’effettiva possibilità di accedere all’alta istruzione secondo il merito, e non secondo le proprie condizioni socioeconomiche, mediante consistenti borse di studio pubbliche e non mediante il sistema delle basse tasse di iscrizione che ha effetti esattamente contrari; eliminazione dei concorsi per l'assegnazione dei ruoli docenti e assunzione degli stessi direttamente dall’università; stipendi delle docenze stabiliti da ciascun ateneo sulla base di criteri meritocratici, che favoriscano anche la qualità e i risultati dell’attività di ricerca.
Ricerca: priorità pubblica alla ricerca, non soltanto destinando fondi statali per almeno l’1% del PIL ma soprattutto creando legislativamente condizioni davvero concrete perché si moltiplichi l’ammontare degli investimenti privati, oggi comparativamente molto bassi; sgravi fiscali per aziende che finanziano progetti di ricerca universitaria e per chi investe nelle biotecnologie; sostegno pubblico a progetti di ricerca selezionati in base ad autorevoli criteri di valutazione; incentivi statali alla frequentazione delle facoltà scientifiche.

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Risanamento dei conti pubblici con tagli strutturali alla spesa ed emersione di tutta la base imponibile riducendo le aliquote
Obiettivo è ridurre il debito pubblico attraverso una riqualificazione della spesa pubblica che la riduca al netto degli investimenti e degli interessi del 1% per cento all’anno per cinque anni e attraverso il far emergere base imponibile, riducendo la tassazione e favorendo l’equità fiscale. Tagli alle spese ed emersione: riforma strutturale dell’amministrazione pubblica e degli apparati istituzionali, riduzione dei costi della politica, progressivo innalzamento dell’età pensionabile fino a 65 anni entro il 2015; lotta all’evasione fiscale anche introducendo il quotidiano contrasto di interessi tra fornitore e fruitore attraverso la detraibilità fiscale per i servizi alla persona. Riduzione fiscale: revisione, in compartecipazione tra Comuni e Agenzia delle Entrate, degli estimi catastali fondati sui valori reddituali che individuano la costituzionale capacità contributiva, e conseguente equa ricalibrazione dell’ICI; abolizione dell’IRAP; sensibile riduzione delle aliquote IRPEF entro un valore massimo del 30%, per rilanciare l’economia e ridurre l’evasione; misure di accorpamento e semplificazione fiscale; aliquota fissa sugli affitti al 12% esente dal calcolo IRPEF, per favorire l’emersione dal mercato nero e il calo dei prezzi di locazione.

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Laicità delle istituzioni come base della società libera e del progresso, come contrasto efficace alla sfida dei fondamentalismi
Obiettivo è affermare un metodo di convivenza rispettoso della diversità di opinione, cultura, etnia e sensibilità etico-religiosa per rendere partecipe la società italiana dell’evolversi del progresso civile. Libertà religiosa garantita a ciascun cittadino e neutralità dello Stato sulla scelta del culto e del come praticarlo in pubblico nel rispetto delle leggi vigenti; abolizione di qualunque forma di privilegio nei confronti di una specifica confessione e dunque prospettiva abrogazionista del Concordato; individuazione di nuovi nuclei sociali, oltre a quello della famiglia fondata sul matrimonio, che definiscano un ampio spettro di forme di convivenza civile; riconoscimento di una società pluralista, in cui sia pienamente tutelata l’identità religiosa e culturale di ognuno; sostegno alla piena espressione della libertà di coscienza individuale su qualunque tema etico, morale e scientifico; contrastare tutti coloro che usano impropri richiami alla libertà di coscienza al fine di limitare per legge le libertà civili dei cittadini; revisione della legge sulla fecondazione assistita per adeguarla al principio di laicità; difesa della libertà di praticare l’interruzione di gravidanza secondo la legge e legalizzazione delle tecniche e dei ritrovati che lo rendano possibile; intervento legislativo in attuazione del diritto costituzionale di ogni cittadino adulto di disporre un proprio testamento biologico e dei malati terminali di rifiutare ogni accanimento terapeutico.

10
Europa forte e federata, alleata degli Stati Uniti, autonoma sullo scacchiere internazionale e in campo militare
Obiettivo sono gli Stati Uniti di Europa, dotati di proprie istituzioni democratiche federali, laiche, direttamente legittimate. L’Europa che vogliamo deve avere: visione multilaterale dei rapporti internazionali; rapporto di alleanza con gli Stati Uniti, da posizione di pari dignità; ministro degli Esteri comune; apparato militare comune; organismo comune di lotta al terrorismo; comune politica dei flussi migratori; comuni standard sulla produzione energetica; cooperazione economica tra gli Stati membri. Siamo favorevoli alla linea delle due velocità, come tappa propedeutica ad un rafforzamento politico dell’istituzione europea.

COSTITUENTE SOCIALISTA – FVG + CONFERENZA STAMPA



CONFERENZA STAMPA
COSTITUENTE SOCIALISTA in FVG
Lunedì 8 OTTOBRE
ORE 12.30
PORDENONE
Segue
DOTT. GIOVANNI LEGHISSA (FILOSOFO)
“Per un socialismo: europeo, laico e liberale”

CONFERENZA STAMPA
COSTITUENTE SOCIALISTA in FVG
Martedì 9 OTTOBRE
ORE 12.00
TRIESTE
Segue
DOTT. FRANCESCO BILOTTA (GIURISTA)
“Laicità e diritti individuali”

CONFERENZA STAMPA
COSTITUENTE SOCIALISTA in FVG
Mercoledì 10 OTTOBRE
RIVA BARTOLINI, 18 (I Paino) - UDINE
Ore 12.00
Segue
PROF. MARIO GREGORI (ECONOMISTA)
“Oltre il neo-liberismo”

CONFERENZA STAMPA
COSTITUENTE SOCIALISTA in FVG
Giovedì 11 OTTOBRE
ORE 12.00
GORIZIA
Segue
DAMIANO CANTONE E LISA PIZZIGHELLA
“Per un socialismo: europeo, laico e liberale”

COSTITUENTE SOCIALISTA - VENERDÌ 12 OTTOBRE ORE 18.00

PRESSO LA SALA CONVEGNI
DELLA CAMERA DI COMMERCIO 
DI UDINE
PIAZZA VENERIO, 7/8 (1° Piano)